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13.12.07

Polenta a pressione della nonna Serena

In questo periodo d ingiustificati festeggiamenti, dalle mie parti si usa gozzovigliare con ampie libagioni di cotechino, lenticchie e polenta. Sulla cottura dei primi due non ho particolari segreti da svelare, ma conosco un bizzarro e comodissimo metodo di fare la polenta tramandatomi da mia nonna Serena, capocuoca del ristorante di famiglia per parecchi decenni, a cui vanno affettuosissimi ringraziamenti.
Si tratta di cucinarla nella pentola a pressione.

Ingredienti: (x 4 pers.)

  • Farina di mais bramata o "bergamasca" 500 gr
  • acqua 2 l
  • sale grosso
Esecuzione:

Mettete l'acqua nella pentola a pressione a fuoco alto. Quando sobbolle, salatela, e quando il sale si è sciolto, aggiungete mezzo bicchiere di acqua fredda per fermare il bollore di un paio di minuti. Versate la farina a pioggia mescolando continuamente affinché non si formino grumi. Quando la polenta fa le prime "bolle", chiudete ermeticamente, stando attenti a non scottarvi con i lapilli gialli (vi consiglio di fare in fretta).

Appena udite il caratteristico fischio abbassate la fiamma, e appena olfate odore di polenta bruciaticcia (ma proprio subito!) spegnete il fuoco ed aprite la valvola. Saranno passati dai 5 ai 15 minuti e non, come vuole il metodo ortodosso, 45 minuti di continuo, sempre più ostico e duro rimestolìo. Una bella differenza, eh? Mia nonna è una che ci sa fare.

Rimestate ancora per un paio di minuti, poi rovesciate su una spianatoia. Vi assicuro che è identica alla polenta tradizionale, in tutto e per tutto.

P.S: E' più facile, ma non scontato, che venga bruciaticcio il fondo della pentola con questo sistema, ma del resto a me veniva bruciaticcio anche con tutti gli altri metodi. Il mio consiglio è di tenerla tutta la notte in ammollo in acqua calda e il giorno dopo, se serve, lavorare un po' di paglietta.

Buon appetito e... grazie nonna!